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Controllo dell'indice glicemico come strumento di tutela della salute del cane

 Crocchette Farmina N&D Low Grain Dog

Negli ultimi decenni la convivenza fra cane e uomo si è fatta sempre più intensa e questo ha portato diverse conseguenze: da un lato una sempre maggiore conoscenza di questa specie, favorita dal forte aumento di studi scientifici relativi alle sue esigenze fisiologiche, alla correlazione tra alimentazione e salute ed alle sue patologie. Dall’altro lato questo stretto rapporto è spesso sfociato in una umanizzazione del cane che ne ha visto, ad esempio, la trasformazione nel corso dei secoli da carnivoro a "quasi onnivoro". Questo fatto, associato, così com'è avvenuto per l'uomo, ad un incremento dell'aspettativa media di vita, ha portato all'aumento della comparsa di patologie tipiche della specie umana, come il diabete mellito e di malattie più frequenti in età senile come i tumori.

Diabete mellito e glicemia

Il diabete mellito è una sindrome legata ad una disfunzione nel metabolismo del glucosio legata ad una ridotta o assente secrezione di insulina da parte delle cellule del pancreas endocrino. L'insulina è l'unico ormone ad effetto ipoglicemizzante dell’organismo, in grado, cioè, di ridurre la concentrazione di glucosio nel sangue. In sua assenza, pertanto, si assiste ad un aumento del tasso glicemico. Alti livelli di questo zucchero hanno effetti fortemente negativi sull'organismo: aumentano la pressione oncotica circolatoria e richiamano liquidi dai tessuti con conseguente disidratazione. Quando il glucosio raggiunge il rene viene eliminato con le urine portando con se elevate quantità di acqua. Da qui due dei sintomi più caratteristici del diabete mellito: la poliuria - ossia l'aumento della quantità di urina prodotta - e la polidipsia - ovvero l'aumento della quantità di acqua assunta. Il glucosio in eccesso viene convertito dall'organismo in corpi chetonici: acido acetoacetico, beta idrossibutirrato ed acetone che aggravano fortemente la patologia e possono portare allo scompenso, ossia alla cosiddetta chetoacidosi diabetica: una sindrome molto grave che mette in serio pericolo la sopravvivenza dell'animale.

Correlazione tra diabete mellito e indice glicemico

Per lo sviluppo del diabete mellito vengono riconosciuti una serie di fattori tra cui la predisposizione genetica e l'alimentazione. Moltissimi studi e pubblicazioni hanno mostrato come un'alimentazione ricca di carboidrati semplici, ad alto indice glicemico, che causano, cioè, un forte rialzo della glicemia durante la digestione, rivesta un ruolo importante nell'insorgenza della patologia, nel suo aggravarsi e nella difficoltà a tenerla sotto controllo. Da qui il ruolo fondamentale dell'impiego, nella nutrizione quotidiana del cane, di cibi ricchi di carboidrati complessi, a basso indice glicemico. Farmina, azienda leader nella produzione di alimenti da compagnia, da sempre attenta alla tutela della loro salute e alla produzione di cibi costituiti da materie prime naturali, di origine controllata, prive di OGM, lavorate con sistemi di cottura semplice per preservane il gusto e le proprietà nutrizionali, ha creato Farmina N&D Low Grain Dog. Questa linea propone un'ampia scelta di prodotti in vari gusti originali a base di pollo, merluzzo, agnello, arricchiti con frutta, verdura e cereali di grande valore nutrizionale come il farro e l'avena, facilmente digeribili ed a basso indice glicemico.

Indice glicemico e salute

È ormai ben noto come la tutela della salute passi attraverso una corretta alimentazione e questo principio assume un'importanza ancora maggiore con l'allungarsi della vita media. Questo perché gli effetti di un'errata alimentazione sono spesso visibili sul lungo termine. Una dieta squilibrata, infatti, provoca problematiche molto più ampie e serie di quanto non si pensi comunemente. Non si tratta solo di tenere sotto controllo il peso o le problematiche dirette gastroenteriche ma di favorire il corretto funzionamento dell'organismo in senso lato, a partire dal metabolismo cellulare. Una corretta alimentazione ricca di fibre, vitamine, minerali ed antiossidanti concorre a mantenere l'organismo in salute a lungo prevenendo problemi cardiocircolatori, dermatologici, articolari, epatici, renali e neoplastici.

Glucosio e cellule neoplastiche

Sono ormai moltissimi gli studi portati avanti dai ricercatori di tutto il mondo che mostrano la correlazione tra alimentazione e cancro sia in senso preventivo che terapeutico. Fondamentale, sicuramente, il ruolo delle sostanze ad azione antiossidante come la vitamina E, il selenio, gli acidi grassi Omega 3, la metionina ma anche il controllo dei livelli di glicemia nel sangue. Le cellule neoplastiche, infatti, hanno un elevato metabolismo che le porta a consumare grandi quantità di zuccheri semplici. Questa loro caratteristica, nota ormai da decenni, ha portato allo sviluppo di sistemi diagnostici sempre più avanzati come la Pec che individua, appunto, le zone dell'organismo a più alto consumo glicemico per favorire una diagnosi precoce dei tumori. È, tuttavia, relativamente recente l'applicazione di queste conoscenze nella prevenzione e nel sostegno terapeutico nella lotta ai tumori. Da qui il ruolo chiave di un'alimentazione a basso indice glicemico nel prevenire lo sviluppo delle cellule tumorali, sottraendo loro gli zuccheri semplici di cui hanno bisogno per crescere e moltiplicarsi.